Esempio di relazione su un caso

Esempio di relazione

Questo esempio di relazione viene stilato da una assistente sociale, nel luogo e per l’utenza con cui svolge servizio.

Ognuno di noi nel proprio percorso di studio si è ritrovato a dover formarsi ulteriormente tramite tirocinio per poi scriverci sopra una tesina, questa relazione è uno dei punti che dovrete trattare.

Procediamo con l’esempio occupandoci di trattare il problema di un ragazzo con disabilità.

“Presentazione

A.A. è un ragazzo di 28 anni, che presenta un ritardo mentale grave e sindrome atassica con disturbo psico-patologico.

Il tipo di handicap compromette le competenze logiche e comunicative, nonché gli apprendimenti relativi alle autonomie sociali.

Si presume, quindi, che A. avrà sempre bisogno della presenza costante di un adulto. A. ha iniziato a frequentare la cooperativa durante il periodo estivo del 2000 inviato dai genitori, quando era iscritto al secondo anno della Scuola Media Inferiore, in quanto si riteneva che non fosse in grado di ottemperare all’obbligo scolastico.

Nell’estate, gli operatori hanno lavorato per stabilire un rapporto e diventare un punto di riferimento per il ragazzo, offrendo prevalentemente sollecitazioni ludiche.

Gradualmente si è lavorato per il rispetto di norme e regole che riguardano il vivere comune, che A. ha iniziato ad accettare dopo essersi sentito accolto da operatori e utenti e ha manifestato la volontà di continuare a frequentare la cooperativa.

Il lavoro svolto durante il periodo estivo è stato finalizzato al reinserimento scolastico.

Durante le ore di permanenza a scuola il ragazzo presentava un comportamento aggressivo verso i compagni e il personale docente, che non riuscivano a gestirlo. In considerazione dei bisogni espressi da A., in una riunione del Gruppo di lavoro per l’handicap  di Istituto (GLH I), cui hanno partecipato il Preside e il personale docente, i rappresentanti dei Servizi Sociali del Comune di Formia, i rappresentanti del Servizio Materno Infantile della ASL locale, l’assistente sociale e la presidente della Cooperativa Sociale, è stato deciso di inserire parzialmente, durante l’orario scolastico, A. presso il Centro Diurno, su autorizzazione del Provveditorato agli Studi. Successivamente viene definito un progetto educativo e di istruzione, individualizzata nel quale è stato previsto che l’insegnante di sostegno operasse all’interno del Centro e prevedesse delle attività specifiche a scuola, con il supporto degli operatori e dei ragazzi del Centro.

Scopo principale di questo inserimento è l’integrazione propriamente didattica con quella socio-riabilitativa, per favorire l’autonomia, potenziare l’integrazione sociale e salvaguardare il benessere psico-fisico di A.

Valutazione del nucleo familiare nel momento di accesso al servizio.

Nell’agosto del 2000, in seguito ad un intervento chirurgico, la madre di A. viene a mancare. Per far fronte alla gravità delle situazione, gli operatori della Cooperativa hanno cercato di intensificare i rapporti con il resto della famiglia.

È in questo arco di tempo che A. ha cercato di ritrovare, in un operatore, la figura materna che improvvisamente gli era stata tolta, ma purtroppo anche questa, nel novembre dello stesso anno, in seguito ad un incidente stradale, è venuta a mancare.

Sono stati momenti difficili, rimossi solo nel momento in cui ha sostituito la sua figura materna in un’altra persona.

Il signor B., padre di A., lavorava presso la Fiat di Cassino, ma non godeva di un buono stato fisico: ipertensione e cardiopatia.

Il suo stato precario non gli concedeva di seguire A. a tempo pieno, perché anche l’altra figlia C. è disabile psichica, non grave (attualmente trasferita in un’altra città lontano dal Comune di Formia).

A. ha anche un fratello maggiore, anche lui operaio della Fiat di Cassino, ma vive in una cittadina vicino Formia, con moglie e figli.

Per questi motivi A. trascorreva la maggior parte della giornata al Centro Diurno e quotidianamente veniva seguito per un paio di ore da un’insegnante di sostegno, perché difficilmente si recava a scuola, preferendo che i suoi compagni di classe lo andassero a trovare.

Il padre di A. nonostante la permanenza settimanale del figlio presso la Cooperativa, richiede all’assistente sociale di garantire il servizio anche nei giorni festivi e prefestivi.

Il signor B. è molto interessato allo stile di vita in cui è coinvolto il figlio, tanto da discutere insieme degli obbiettivi raggiunti e di quelli da raggiungere.

Purtroppo nel 2009 viene a mancare anche il signor B., per cui si è ritenuto opportuno inserirlo nella Casa Famiglia.

Verifica dei risultati raggiunti e programmazione degli interventi.

Durante il primo periodo di adattamento al nuovo ambiente (Casa Famiglia), A. ha avuto frequenti comportamenti aggressivi che oggi sono quasi del tutto scomparsi.

Successivamente il ragazzo ha attraversato un periodo abbastanza sereno, nel quale è stato possibile lavorare per l’acquisizione di semplici regole del viver insieme, che oggi ha imparato.

Sul piano dell’autonomia personale e sociale A. ha compiuto progressi, ad esempio, ha acquisito le regole di base che normalmente si rispettano quando si sta a tavola durante il pranzo, regole che prima rifiutava.

Quando A. era stato inserito nella Casa Famiglia presentava una grave ipercinesia che si manifestava anche durante il pranzo, nel modo di stare seduto a tavola e nel modo di alimentarsi; si alzava frequentemente spostandosi da una stanza all’altra; mangiava con grande foga, portando l’operatore a presentare porzioni piccole per evitare che si potesse soffocare; non era in grado di bere dal bicchiere e bisognava aiutarlo.

Oggi A. mangia e beve da solo, usa correttamente il cucchiaio e la forchetta, mentre ancora viene aiutato nell’utilizzo del coltello; si siede a tavola mentre mangia e lo fa in modo contenuto; ha appreso ad apparecchiare la tavola.

Gli operatori attualmente stanno lavorando affinché acquisisca del tutto il controllo sfinterico, ma non è ancora in grado di occuparsi dell’igiene personale, quindi necessita dell’assistenza continua di un operatore.

Nel vestirsi non è autonomo, probabilmente a causa di un equilibrio instabile e precario.

Comprende a cosa serve in denaro, ma non ne conosce il valore e allo stesso tempo comprende la funzione dell’orologio, ma non è in grado di leggerlo.

Comprende l’uso del telefono (sa alzare la cornetta, parlare e conosce la funzione della tastiera) che utilizza parzialmente, perché è da poco tempo che ha imparato a leggere i numeri da 0 a 10 e non è in grado di utilizzarli in autonomia.

Non è ancora in grado di riconosce insegne e cartelli stradali; riconosce i luoghi abituali e persone a lui familiari; nella struttura e nei suoi dintorni ha appreso ad orientarsi molto bene.

Attualmente si intendono conseguire i seguenti obbiettivi nell’arco di un anno:

controllo sfinterico

chiudere ed aprire le porte del bagno

saper fornire a richiesta i propri dati anagrafici

divenire consapevole del proprio corpo

Per quanto attiene le abilità sociali, cognitive, verbali e il linguaggio funzionale, rispetto ai primi tempi di frequenza al Centro Diurno, ha nettamente migliorato la socializzazione, divenendo più socievole con gli operatori, ma anche verso gli altri utenti, mostrando una predilezione verso alcuni e rivolgendo gesti affettuosi.

Ribadiamo che all’inizio del processo di aiuto A. presentava frequenti comportamenti aggressivi, probabilmente dovuti alla difficoltà di comunicazione, mentre ora ha imparato ad usare semplici forme di cortesia e questi comportamenti sono stati diradati.

Il ragazzo ricerca spesso il contatto fisico con l’altro e comincia a diventare consapevole delle proprietà e a rispettare le cose altrui.

Oggi accetta e riconosce persone estranee alla Cooperativa, ma che hanno avuto incontri ripetuti con questa.

Sul piano delle abilità cognitive, l’attenzione è deficitaria, la sua durata è di pochi minuti, con possibilità di tempi leggermente lunghi quando lo stimolo è alla sua portata.

Ha buona memoria per eventi concreti di vita quotidiana che lo coinvolgono.

La comprensione verbale è di tipo funzionale e relativa ad eventi concreti di cui fa esperienza.

Il linguaggio è povero, mal strutturato e limitato alle esperienze concrete.

Presenta difficoltà di pronuncia con espressioni verbali contratte o del tutto personali e per farsi comprendere si aiuta con il linguaggio gestuale.

C’è da dire che le capacità verbale attualmente è notevolmente migliorata, dato che all’accesso al Centro tutto era limitato alle parole utilizzate come frasi, mentre oggi riesce a costruire frasi funzionali.

Questo è stato possibile grazie all’utilizzo del computer (per il quale mostra particolare interesse), lavorando sulle abilità linguistiche e comunicative e utilizzando programmi didattici specifici.

Anche il canto e la musica sono un ottimo supporto per questa abilità, cui A. partecipa volentieri e con motivazione.

Per quanto attiene la lettura, A. conosce solo alcune lettere dell’alfabeto (in particolare quelle del suo nome) e mostra grandi difficoltà nell’apprendimento rifiutandosi spesso di imparare a riconoscerle.

Comprende immagini semplici o concrete e semplici informazioni verbali di vita quotidiana, ma non è in grado di scrivere : come obbiettivo futuro a lungo termine si potrà proporre l’utilizzazione della scrittura attraverso il computer.

A. conta mnemonicamente fino a dieci; sembra riconoscere alcuni numeri, ma non associa la quantità.

L’obbiettivo a lungo termine che ci si prefigge in questa area è la lettura dell’orologio e la conoscenza del denaro.

All’aria aperta, anche se in ambiente protetto, A. cura le piante, le aiuole e toglie le erbacce. Attraverso queste attività si intende aumentare la consapevolezza di norme e regole, responsabilizzando il ragazzo nei compiti che svolge più volentieri.

Oltre al consolidamento degli obbiettivi raggiunti si intendono conseguire i seguenti obbiettivi:

diventare consapevole dell’altro

sistemare le sedie alla fine di ogni attività

riporre il materiale utilizzato con la guida di un operatore

allungamento graduale dei tempi di attenzione al compito, fino 20 minuti

ampliare il linguaggio ricettivo tramite l’utilizzo di immagini

ampliare il linguaggio espressivo stimolando la produzione verbale tramite stimoli figurativi grafico-pittorici

migliorare la produzione linguistica attraverso la correzione delle principali espressioni verbali contratte

ampliare la comunicazione gestuale per migliorare la comunicazione

acquisire semplici abilità di lettura e di matematica funzionale

Nelle abilità grosso motorie, fini motorie e di imitazione motoria, A. presenta un impaccio motorio e difficoltà nella motricità fine, con conseguente oggettiva difficoltà a scrivere e svolgere attività manuali. Quando A. non è oppositivo riesce a svolgere alcune attività che implicano la manualità per pochi attimi.

Presentando sindrome atassica, A. cammina in maniera goffa, poggiando prevalentemente sull’avampiede. Sale e scende le scale appoggiandosi alla ringhiera o chiedendo l’aiuto di un operatore.

Ci si è posti l’obbiettivo di renderlo più sicuro del suo appoggio in modo da migliorare l’autonomia, affiancandolo senza aiutarlo fisicamente.

Pur avendo difficoltà nella coordinazione, ha imparato a eseguire con i movimenti del corpo un ritmo musicale, con il supporto della musica stessa.

Inoltre gli piacciono molto i giochi in cui è richiesto l’utilizzo del pallone.

Attualmente si intendono conseguire i seguenti obbietti:

raccogliere oggetti sparsi e riempire contenitori per la coordinazione viso-motoria

riempire vasi di terra

giochi di collaborazione con la palla

La vostra tesina sul vostro tirocinio dovrà contenere tutte queste informazioni su un utente a scelta e la forma come la sostanza cambiare in base il tipo di utenza.