Il lavoro di rete nel servizio sociale.

I nuovi bisogni sociali raramente possono trovare risposta in un’unica figura professionale e molto spesso richiedono l’apporto di metodologie diverse, che vengono svolte da professionisti di servizi diversi.

Per ogni utente è necessario costruire un progetto di intervento personalizzato su cui convergono gli apporti specifici di professionisti distinti. I programmi di intervento personalizzati fanno sempre più spesso un impego misto di strutture e setting diversi, utilizzati ciascuno per una funzione specifica. Quanto più è complesso un programma di intervento, tanto più importante è l’intesa tra professionisti e servizi che sono chiamati a collaborare.

L’integrazione è dunque un elemento strategico per l’efficacia del lavoro.

Per questo si utilizza il lavoro di rete.

Cosa sono le reti?

Le reti sono costituite da legami strutturalmente rilevabili, funzionano in base a rapporti di scambio reciproci di natura diversa (come beni e servizi) e producono sostegno e supporto. Differiscono in reti sociali primarie i legami informali stabili tra persone (famiglia, parenti, amici) (natural helper), in reti sociali secondarie formali costituite da istituzioni che svolgono e forniscono servizi che concorrono al sistema welfare e in reti sociali secondarie informali quelle costituite da associazioni di terzo settore, volontariato e gruppi sviluppatisi per far fronte a determinati bisogni sociali.

Detto questo chiariamo cosa è il lavoro di rete, cioè l’intenzionale attività di accompagnamento ed interazione con una rete preesistente, migliorando in questo modo la reciproca qualità e capacità di azione libera nel fronteggiare un problema.